Giuseppe D'Antonio

Una pittura rasserenante

 

Giuseppe D'Antonio Giuseppe D'Antonio, pittore e acquarellista, nasce a Caseros (Argentina) e vive in Italia dal 1959. Negli anni 60 affina la tecnica dell'acquarello, studiando disegno tessile sotto la guida della professoressa Clelia Meniconi Tarantola, proveniente dall'Accademia di Brera. Pittore impressionista ammante della pittura "en plain air" dipinge ad olio dal 1975, periodo nel quale si unisce ad un gruppo di artisti torinesi, iniziando il lungo percorso che da allora lo ha portato a dipingere ininterrottamente, fra la neve ed i monti della Val Susa, i riflessi del Po, le marine liguri, i dolci paesaggi piemontesi. In possesso di una tavolozza equilibrata e narrante, continua a raccogliere l'apprezzamento del pubblico e della critica.

 Il solitario cammino di Giuseppe D’Antonio

Pur essendo nato a Caseros (Buenos Aires), Giuseppe D’Antonio è un torinese a tutti gli effetti, perché a dieci anni era già fra noi, con la curiosità giovanile di “giocare” con matite e colori. Il rapporto critico fra pittore e soggetto è, quasi sempre, avvenuto in solitudine, quale osservatore che non ha bisogno di ciceroni per cercare sensazioni naturalistiche. In possesso di una tavolozza equilibrata e narrante, il pittore si è evoluto “provando”. I colori, tonali e mai squillanti, sono stati tramite di momenti magici ed è proprio in questi frangenti che si è formato D’Antonio. Prima delle suggestioni della Val di Susa e dei dintorni torinesi, l’artista ha sentito il fascino dell’acqua come movimento, dei porti quali incanti di esistenza e di lavoro, così nelle marine ha scoperto riflessi nuovi e nella vita dei pescatori monumenti al lavoro. Le diverse tematiche sono legate dal comune denominatore del colore e della impaginazione, sempre curata, in una poetica mai retorica, in quanto l’artista conosce l’intuito di cercare nel vero i rapporti di fantasia. In certi cieli, in particolari fondali, la pennellata acquista valori espressionistici, ma solo per un ambientazione che dia spazio al soggetto primario. Da aggiungere, un profilo artistico ed umano, la ritrosia del pittore, per un innato carattere che lo tiene al di fuori delle “mischie”. A noi piace incontrare pittori come Giuseppe D’Antonio, esiste una passione sconfinata che non chiede medaglie, ma solo attenzione.

Vittorio Bottino, Maggio 1985

 

           

 

Giuseppe D’Antonio “Una natura rasserenante”

In un periodo di innovazioni tecnologiche, di nuovi linguaggi, di ricerche espressive, l’esperienza di Giuseppe D’Antonio si colloca nel versante della pittura del paesaggio, di una rasserenante “lettura” della natura. Un dipingere, il suo, che si ricollega alla tradizione figurativa piemontese legata all’astigiano Manzone, al casalese Martinetti, alla freschezza compositiva di Vellan ed alla particolare luminosità di Teonesto Deabate. E’ proprio l’impianto compositivo di Deabate che sembra aver offerto al giovane pittore i connotati di una interpretazione dell’ambiente circostante denso di colori, di oggetti, di riferimenti con i luoghi profondamente amati e ritratti con immediatezza. In particolare, si rileva negli acquerelli una rapidità di esecuzione, una piacevole risoluzione dell’immagine, una scrittura disinvolta, sostenuta da un tocco di colore che si stempera sul foglio di carta. Nei quadri ad olio la materia è sicuramente impreziosita dalla luce, che si insinua nella trama di un colore intenso, vivace, brillante, riproponendo il risultato del suo impegno pittorico e definendo gli aspetti di un lavoro ricco di riscontri con il territorio.

Angelo Mistrangelo, Aprile 1992

 

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