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Vittorio Varrè
Vittorio Varrè espone per la prima volta a Chieri nel maggio del 2001. Da questa prima esposizione, sono state decine le mostre personali e collettive a cui ha partecipato in tutta Italia e negli Stati Uniti, dove grande è stato l’apprezzamento del pubblico e costantemente positiva la reazione della critica. In questi anni la sua pittura, pur rimarcando sempre il suo stile fantastico e personale, si è continuamente evoluta: i suoi colori si sono scaldati e i suoi soggetti ingigantiti. Vittorio Varrè ha raggiunto nel giro di pochi anni una notevole maturità artistica. Vittorio Varré è un artista che riesce ad esprimere la sua sensibilità attraverso una vivacità narrativa che dispiega significati concettuali attraverso tecniche espressive assai efficaci. Le sue rappresentazioni evocano una natura primigenia, l’universo originato dal big bang riportato sulla tela attraverso forme equilibrate, quasi a voler esprimere una logica del caos. Gli aspetti primitivi insiti nella rappresentazione pittorica, che svela primordiali forme di vita, acquistano un moderno significato nella loro immediatezza comunicativa, che avvicina l’uomo antico a quello di oggi, in un percorso che pare ininterrotto. Le figure, delineate attraverso una grafica essenziale che rimanda ai graffiti degli uomini preistorici, si mostrano nella loro inequivocabile natura, esibendo una consapevolezza del gesto pittorico. In questa dimensione atavica trovano un ruolo da protagonisti i colori primari, il bianco e il nero, che tracciano significati simbolici all’interno di una dimensione estetica equilibrata. Il chiaroscuro, sacrificato in nome della comprensibilità e dell’immediatezza comunicativa del segno, è assente. La luce si palesa talvolta attraverso baluginii e riflessi che, uniti a linee curve, conferiscono un indubbio senso di dinamismo, legato alle origini del mondo. La positività che scaturisce dall’osservazione dell’immagine non è altro che il riflesso dell’interiorità dell’artista, che attraverso le forme e i colori permette il manifestarsi delle proprie più intime emozioni. La materia cromatica viene così indagata alla luce di un delicato lirismo, che rivela un animo sensibile e visionario. Attraverso suggestioni oniriche, Varré guida l’osservatore in un universo del tutto nuovo, che pure sembra appartenere a un’ancestrale memoria collettiva. Paolo Levi
Parlare di Vittorio è come aprire cento libri e cercare di leggerli tutti insieme, è un vulcano di idee un magma incandescente che trascina con forza ogni cosa e la plasma fino a renderla parte di se, è un turbinio di pensieri che si rincorrono festosi ……. è un artista che non ha compromessi, che lavora e crea con la consapevolezza che l’Arte non è solo un gioco, ma è la materializzazione di ciò che noi siamo e vogliamo esprimere attraverso le nostre opere. Quello che rende Vittorio unico nel panorama dell’Arte contemporanea è la freschezza dei suoi lavori l’ unicità delle sue opere che ci raccontano di mondi, rapporti e di valori che stanno piano piano scomparendo: la famiglia, l’amicizia l’amore. Le prime installazioni su legno, la gioiosa apparenza colorata dei blu, lo stridente e scintillante tripudio di colori del Big Beng e gli ultimi bianco e nero ci raccontano un percorso evolutivo che non smette di crescere, una strada che non si chiude ma si rinnova, un' autostrada universale, che ci conduce dalla creazione sino ai nostri giorni per concludersi con la decadenza dei valori e delle ideologie. Le Torri di guardia, uno studio quasi teologico per capire cosa c’è in alto ...... oltre. Una ricerca che vuole l’uomo concentrato a carpire i segreti dei cieli, quelli celesti, dei paradisi raccontati in molti testi e che ci dovrebbero ospitare nella nostra prossima vita, ma anche un modo per sentirci protetti, avvolti in un bozzolo rassicurante che ci difende dai mali e dall'invidia dei nemici. Il ciclo del big beng, un caleidoscopico affascinante gioco di colori, milioni di punti e scie luminose che si rincorrono sul supporto alla ricerca della loro destinazione finale, il percorso della nostra galassia rivisitato e reintepretato in una serie di istantanee magicamente realizzate da Vittorio come un abile reporter. I blu, in alcuni lavori ci parlano, con la pacatezza di un colore per natura rilassante, di amore, amore materno, amore che ogni madre nutre con infinita tenerezza, per i propri figli, una madre rassicurante, che circonda proteggendo le sue creature, per condurle per mano alla conoscenza del mondo e della vita; in altri ci parla di amicizia, quella sincera tra due persone, quali che siano idee e pensieri, amicizia epurata da secondi fini e interessi. Infine i bianco e nero, semplici ma con tanta carica e gestualità, action painting, informale e di tanto in tanto qualche abbozzo di colore, opere che hanno il sapore del vintage, ma che sono quanto di più moderno e attuale si possa presentare. Roberto Girardi
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